Chi siamo
Luca: voce Federica: voce Enrico: chitarre Geppo: basso Gianni: tastiere Andrea: batteria
Storia |
Geppo
Geppo, Giuseppe Vitale all’anagrafe, nasce l’11/07/1985 a Treviso, ridente e tranquilla cittadina del mitico Nord-Est produttivo, anche se lui produttivo non è. Durante un’infanzia più o meno felice si avvicina alla musica all’età di 8 anni quando i genitori lo costringono a suonare il pianoforte ad ogni costo. Dopo 2 anni di sofferenza il ragazzo capisce di non essere razzista perché sia i tasti bianchi che quelli neri non lo aggradano particolarmente.
Smette così di suonare e si dedica ad attività più importanti quali l’autoerotismo, l’alcolismo, la tossicodipendenza controllata e un regime alimentare consigliato dal proprio dietologo “Il pagliaccio Ronald Mc Donald” che lo portano in pochi anni a raggiungere l’aspetto dell’omino Michelin. Finalmente, durante il liceo, inizia a fare qualcosa che forse potrebbe fargli bene, ovvero studiare uno strumento ritmico melodico che gli permetta di sfogare i suoi istinti più beceri in qualcosa di positivo. Nasce così l’amore per il basso elettrico, e per Faso. Dopo aver scoperto di non essere omosessuale, smette di amare Faso, anche se continua a studiare le sue linee, e insiste sullo strumento. Segue 3 anni lezioni con l’insegnante brasiliano Andrè Luiz Tavares, che lo apre allo studio di svariati generi musicali, e successivamente focalizza il suo lavoro sul jazz, dietro la guida del maestro Andrea Lombardini. Attualmente è membro stabile dei Giapanilio, tribute band di Elio e le storie tese, di un quartetto di Jazz e del pluripremiato gruppo jazz rock fusion Eric Antonello Power Trio.
Nei Giapanilio ingaggia come cantante Luca, che lo ingaggia poi a sua volta nei Beehive dopo la dipartita del Guera, ritenendolo il personaggio più adatto. Avrà avuto ragione?
E alla fatidica domanda "Cosa ti ha spinto a entrare nei Luca e i Beehive ?" Geppo risponde: "Ho accettato la missione poichè, come tutti nel gruppo, sono un fanatico che ha passato l'infanzia a guardare cartoni animati, e nonostante molte sigle siano antecedenti alla mia nascita le conosco praticamente tutte. Motivo in più per suonarle è che gli arrangiatori non assomigliano in nulla agli odierni cantantucoli italiani, e ne sapevano abbastanza in fatto di musica. Tutte le sigle, anche se in apparenza semplici e divertenti, nascondono delle vere e proprie chicche. Per il gruppo che altro dire: sono tutti matti almeno quanto me, non potevo chiedere tanto di meglio..."
|